My Hero Academia: Battle for All – Recensione

My Hero Academia: Battle for All – Recensione

My Hero Academia: Battle for All – RecensioneIl giovane Izuku Midoriya ha sempre sognato, fin da piccolo, di diventare un eroe forte, temerario e sempre al servizio delle persone in difficoltà, proprio come il più grande supereroe di sempre: All Might. Sfortunatamente, in un mondo ormai popolato da superuomini, Izuku è probabilmente l’unica persona a non possedere un Quirk, nome con cui vengono definite le abilità speciali che si manifestano nell’essere umano in fase di crescita. Nonostante tutto non riesce a darsi per vinto, spingendosi sempre oltre i suoi limiti umani e sognando di essere quello che non può, fino a quando l’incontro inaspettato con il mitico eroe leggendario gli spalancherà le porte per una nuova ed emozionante vita.

Tratto da una delle serie animate più in voga del momento, My Hero Academia: Battle for All è il nuovo titolo targato BANDAI NAMCO Entertainment che oltrepassa gli schermi televisivi e le pagine di Shonen Jump per giungere sui Nintendo 3DS nipponici sotto forma di fighting game. Siete pronti a scoprire come si comporta la versione finale di questo gioco su licenza?

  • Titolo: My Hero Academia: Battle for All
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Fighting Game
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Sviluppatore: BANDAI NAMCO Entertainment
  • Lingua: Giapponese (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 19 maggio 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: tie-in per la serie animata di Boku no Hīrō Academia

play-asia-com
Per quanto sia popolare l’opera creata dal maestro Kōhei Horikoshi, ormai sappiamo bene che se non fai parte di quella cerchia mainstream composta da Naruto, One Piece, Dragon Ball e affini, difficilmente ti verrà data l’occasione di sfondare le barriere nipponiche e giungere nei nostri lidi e, per quanto potenti possano essere Deku e compagni, specialmente se capitanati da All Might, sembrerebbe proprio che la loro forza non sia stata sufficiente per portare a termine questo compito. Difficilmente, quindi, riusciremo a vedere questo titolo nel nostro territorio, rendendo quindi l’import l’unica soluzione per poter mettere le mani su My Hero Academia: Battle For All. Almeno fino a prova contraria.

My Hero Academia: Battle for All – I want to be strong!

L’intento di My Hero Academia: Battle for All è quello di riprendere a piene mani le avventure narrate nella storia originale, che non vi starò a riportare più del trafiletto iniziale, dal momento che la serie animata è ancora troppo fresca e non intendo fare spoiler di alcun genere verso tutti coloro che stanno pianificando di iniziarla ma ancora non ci sono riusciti. Inizieremo a muovere i primi passi all’interno di questo titolo quasi dal principio delle vicende, dove impersoneremo un Deku intento a mettersi alla prova in quello che sarà in tutto e per tutto il tutorial del gioco, all’interno del quale, affiancati da All Might, inizieremo a capire l’utilizzo dei vari tasti a disposizione della console e un po’ di tecniche di base, giusto per non prendere subito legnate al primo match vero e proprio.

Sebbene la lunghezza della storia narrata all’interno di questo titolo lasci abbastanza a desiderare, riesco quasi a vedere lo sforzo degli sviluppatori nel non voler andare troppo al di là della serie animata, dal momento che l’ultimo combattimento che ci ritroveremo ad affrontare si trova in un punto in cui l’anime attualmente in onda non è ancora arrivato, e probabilmente non ci arriverà a breve. Ovviamente sto evitando di menzionare il punto in questione, dal momento che molti preferiscono seguire gli episodi invece che il manga, e quindi risulterebbe in un antipatico spoiler. A mettere una pezza a tutto questo giunge il metodo in cui la storia di per sé verrà narrata, non in generale, ma per ciascun personaggio. Questo significa che non affronteremo la breve storia in una sola run, utilizzando volta per volta ciascun personaggio, ma dovremo ogni volta effettuarla da capo per ogni protagonista. Questo riesce sì ad aumentare la longevità offerta, variando anche in qualche combattimento e in termini di ciò che è necessario fare per vincerlo, ma in linea di massima tende ad annoiare presto, perché a grandi linee è la solita storia per tutti. Una delle cose che è possibile fare per aumentare il senso di sfida e rendere il tutto più coinvolgente è alzare fin da subito la difficoltà di gioco, fattore che riesce a elevare un minimo la troppa semplicità offerta dai combattimenti.

Vecchio Bakugo

Molto apprezzabili però saranno le feature che ci verranno offerte in questa modalità, come la possibilità di migliorare le statistiche dei personaggi ogni volta che faremo un level up, proprio in pieno stile RPG, e il negozio di costumi dove, sebbene la quantità di contenuti offerti sia costituita al 90% da palette swap di un paio di costumi, ciascuno di questi apporterà degli ulteriori miglioramenti alle statistiche del personaggio e sarà possibile equipaggiarli singolarmente per testa, busto, gambe, mani e piedi, permettendoci quindi di creare la combinazione che preferiremo.
Al salvataggio di una modalità un po’ troppo ripetitiva in quanto narrazione giunge la modalità Curriculum che, se avete seguito la nostra guida alla navigazione dei menu di gioco saprete si tratta di side-mission. Qui ci verranno affidate una serie di incarichi che ci chiederanno le più disparate cose da fare per essere portate a termine, come affrontare un classico combattimento, distruggere i vari gimmick degli scenari, difendere appositi oggetti, riuscire a sferrare una combo di una certa quantità di colpi contro l’avversario e molto altro ancora.

Come già anticipato nell’anteprima della demo del gioco, il numero di personaggi offerti è discreto, ma la maggior parte di quello che ci vengono messi a disposizione sono compagni di classe di Deku. Ciascuno di questi sarà ben caratterizzato a seconda del Quirk in suo possesso, offrendo personaggi più veloci nell’esecusione di mosse e quelli più lenti ma più potenti, quelli che a terra riescono a concatenare una buona serie di combo e quelli che invece prediligono le combo aeree. In linea di massima però, My Hero Academia: Battle for All non è propriamente uno dei picchiaduro più fluidi in circolazione e il parco mosse di ciascuno dei personaggi non è dei migliori che abbia sperimentato, dal momento che non sarà difficile ritrovarci a completare combattimenti utilizzando sempre la solita combo.

In soccorso di un parco mosse un po’ troppo scarno giungono i personaggi di supporto che, a differenza di quanto visto nella versione di prova dove ne venivano appunto offerti solo due, nella versione completa ne troviamo alcuni che riescono a rimediare in qualche modo alla situazione. Sebbene ciascuno di questi offra abilità uniche, che variano dal recupero di un po’ di energia vitale, all’annullamento temporaneo del Quirk, all’immobilizzazione temporanea dell’avversario e così via, vi si possono trovare anche coloro che, più semplicemente, attaccheranno il nemico una volta selezionati mediante la croce direzionale. Durante una nostra combo, utilizzando uno di questi support character con il giusto tempismo, riusciremo ad attaccare nel momento di “fermo” del nostro personaggio, per poi poter ripartire a suon di schiaffoni immediatamente, riuscendo quindi a infliggere una quantità considerevole di danni al nostro avversario.

Il problema di essere normali

Il difetto più simpatico che continua ad affliggere My Hero Academia è dato dalla funzionalità affidata al touchscreen della console, come avevo già descritto nell’anteprima. Questa funzionalità richiederà ai giocatori di interagire continuamente, durante i combattimenti, con lo schermo inferiore tramite alcune schermate con grafiche che cambieranno da personaggio a personaggio, fin quando il nostro alter-ego non entrerà in uno stato di power up troppo momentaneo, roba di alcuni secondi. Sfortunatamente, a differenza dei personaggi della serie, gli sviluppatori non hanno tenuto conto che noi non siamo in possesso di alcun potere speciale come la supervelocità o qualche parte del corpo in più e che quindi ci sarà estremamente difficile riuscire a premere continuamente lo schermo inferiore se con una mano muoviamo il personaggio e con l’altra attacchiamo, ci pariamo oppure saltiamo.

Oltre allo story mode, che per quanto breve rimane comunque la modalità principale, le restanti sezioni offerte dal titolo sono le più classiche che si possono trovare in un fighting game. All’interno di My Hero Academia: Battle for All troveremo l’immancabile modalità free battle, dove potersi gonfiare di botte liberamente senza sorbirsi dialoghi di storia vari, la modalità allenamento, dove cimentarsi nell’approfondire l’utilizzo dei vari personaggi, del loro parco mosse e studiare la nostra combinazione di attacchi preferita da usare, la modalità challenge, che sbloccheremo con il proseguimento della storia di gioco, nient’altro che una serie di combattimenti uno dopo l’altro (ma che sa di tutto tranne che di “sfida”, a differenza delle già citate side-mission della modalità Curriculum) e l’immancabile multiplayer, che, sfortunatamente, si presenterà ai giocatori solo in locale. Trattandosi di BANDAI NAMCO Entertainment, è probabile che le funzionalità online vengano introdotte in seguito come accaduto per Dragon Ball Z: Extreme Butoden. Ovviamente si tratta di una mia supposizione, non prendetela quindi come una certezza.

Heroes

Per quanto concerne il lato tecnico, My Hero Academia: Battle for All è abbastanza apprezzabile per la console che lo ospita, ma non eccelso. Per cominciare, il titolo non sfrutta minimamente il 3D steroscopico della console e, per quanto possiate spostare su e giù l’apposita levetta chiedendovi “ma si è rotto o cosa…?”, sappiate semplicemente non è supportato. Il resto non è affatto male, oltre che la grafica in sé, anche i bellissimi filmati degli attacchi finali Plus Ultra e la narrazione delle varie porzioni di storia, che vedono come protagonisti i modelli poligonali dei personaggi offerti, fatta eccezione per i personaggi di supporto che vedremo su schermo raffigurati con delle apprezzabili illustrazioni statiche. Dal lato sonoro il titolo è alquanto godibile, ma non impeccabile. Le musiche sono enfatizzanti e, a tratti, a seconda di quale stage selezioneremo, riusciranno a prenderci in qualche frangente del combattimento o a esprimere la potenza della mossa finale Plus Ultra mentre guarderemo il filmato, ma alla fin fine si poteva fare qualcosina di più e rendere tutti i brani di gioco davvero degni di nota.

A chi consigliamo My Hero Academia: Battle for All?

Non credo di aver mai fatto un paragrafo “a chi consigliamo” più facile e breve di questo. Per quanto possa averlo visto e provato con mano fino alla fine, mi sento di consigliare il gioco esclusivamente a tutti coloro che stanno adorando alla follia la serie da cui esso e tratto, e che pur di giocare alla trasposizione di qualcosa che, attualmente, li sta prendendo prendendo tantissimo, possono riuscire a stringere i denti e tralasciare tutti i difetti che questo fighting game porta con sé. Se invece la serie non vi dice granchè, la apprezzate vagamente e sperate che questo sia un apprezzabile gioco dove poter affrontare enfatizzanti e spettacolari combattimenti frenetici, forse forse dovreste ponderare bene l’acquisto, perché si capisce benissimo che le intenzioni della compagnia sono quelle di soddisfare principalmente gli appassionati della serie.

  • Ottima modalità side-mission
  • Gameplay variegato che spazia dal solito “picchia l’avversario e basta”
  • Personaggi di supporto utili in ogni occasione

  • Storia decisamente breve
  • Un po’ troppo ripetitivo
  • Multiplayer solo in locale
  • Rigiocabilità quasi assente
My Hero Academia: Battle for All
3.2

Deku e compagni debuttano in un titolo troppo poco eroico

Vista la serie da cui è tratto, My Hero Academia: Battle for All non poteva che far capolino all’interno del panorama videoludico come fighting game e più giusto di così non poteva essere. I combattimenti frenetici, le super mosse, i poteri unici e individuali dei vari studenti riescono veramente a risaltare al meglio in questa tipologia di gioco. Sfortunatamente, come già detto nell’anteprima, è un titolo che si vuole approcciare principalmente, o quasi esclusivamente, ai fan della serie in questione, dal momento che se estrapoliamo il tutto e lasciamo anime e manga da parte, concentrandoci esclusicamente sul titolo in sé, risulta non impegnativo e decisamente troppo poco curato. Sinceramente lo trovo un vero peccato, perché si sarebbe potuto creare un qualcosa di leggermente più complesso e accattivante con un parco mosse più completo e più combinazioni, un po’ di velocità in più e un pizzico di legnosità in meno, e si sarebbe fatto uscire fuori qualcosa di cui, certamente, i fan potessero godere al meglio, ma anche per tutti coloro che, oltre all’anime in questione, sono anche grandi videogiocatori in cerca di qualcosa di soddisfacente. Mi dispiace, perché le base e le potenzialità per essere molto di più c’erano, ma invece si è preferito non puntare in alto e questo è il risultato ottenuto: un normalissimo gioco di lotta, senza infamia e senza lode, che solo tutti coloro che si accontentano di un eye candy tratto dalla serie del momento apprezzeranno alla follia. In definitiva, un qualcosa che sai già che, una volta finito, metterai via in collezione e difficilmente riprenderai in mano.

Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, traduttore ufficiale di frasi imbarazzanti per prodotti R18, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.